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RockShox Flight Attendant: cosa si prova veramente?

RockShox Flight Attendant: cosa si prova veramente?

Premessa

Nell’approcciarmi alla stesura di questo articolo avevo un solo obiettivo: riuscire a far capire con le parole cosa si prova a pedalare una MTB dotata del sistema RockShox Flight Attendant completo.
Gli articoli che ne spiegano il funzionamento abbondano in rete, così come video e tutorial. Volevo produrre qualcosa di diverso, che proiettasse il lettore direttamente sulla bici.

La bici in prova

È ormai quasi un anno che ho il piacere di utilizzare la nuova Specialized Epic 8 dotata del noto sistema elettronico di controllo delle sospensioni. La bici è assemblata con forcella SID Ultimate FA da 34, ammo SIDLuxe FA, telescopico Reverb AXS, misuratore di potenza SRAM Power Meter e cambio XX SL di ultima generazione.
Tutti questi componenti sono necessari per il corretto funzionamento del Flight Attendant (un recente aggiornamento ne permette l’uso anche senza ammo): lavorano in perfetta sincronia, orchestrati dalla centralina situata sulla testa della forcella.
Non mi dilungherò sui quattro algoritmi, sulla taratura o sull’accoppiamento dei componenti: per queste informazioni ci sono altre guide. Qui parliamo di sensazioni reali.

Il primo contatto

Provate a chiudere gli occhi e immaginate di avvicinarvi alla Epic 8: la bici è lì in tutta la sua bellezza. Linee slanciate, sloping pronunciato, verniciatura cangiante.
Ora salite sopra: la bici vi accoglierà dolcemente con le sospensioni in posizione aperta, morbide. Sotto il vostro peso si comprimeranno quel tanto che vi aiuta a sfiorare il terreno con la punta delle scarpe. L’occhio non potrà non notare i LED verdi e blu sulla testa della forcella: sta aspettando che diate il primo colpo di pedali per sincronizzarsi con gli altri componenti e spararvi nel futuro.

La prima pedalata

Non appena iniziate a pedalare, il sistema rileva il power meter e le prime informazioni provenienti dal terreno. La reazione è immediata: un breve ronzio di un motorino elettrico sale dal telaio—state passando a un assetto più rigido.
I LED sulla testa della forcella si accendono in corrispondenza della posizione ProPedal o Firm, sulla base dei dati che arrivano dai componenti e dal terreno. Ma questo a voi non interessa: dovete avere fiducia nel sistema, nell’algoritmo che avete impostato (molto probabilmente il più “race”) e pedalare forte, godendovi l’efficienza di questo connubio bici/sospensioni.

Trasferimento su asfalto

Spingete sul primo trasferimento asfaltato verso la vostra salita preferita: la bici sotto è rigida come è giusto che sia. Quando poi le ruote incontrano un tombino o un dosso, le sospensioni si aprono all’istante col solito breve ronzio degli attuatori sulla testa delle sospensioni. Quasi non vi accorgete dell’ostacolo.
Per alcuni metri il Flight Attendant non richiude subito: fa una breve lettura del terreno e dei vostri watt. Cerca di capire se quell’ostacolo è isolato o l’inizio di uno sterrato. L’asfalto prosegue liscio ed ecco che dopo pochi metri il sistema si richiude per sorreggere la vostra spinta. Vi danno fastidio quei pochi metri di attesa? Nessun problema: sul pod sinistro (quello collegato al telescopico SRAM AXS) potete richiamare la modalità Override. Una leggera pressione vi riporta subito le sospensioni in posizione chiusa.

Salita sterrata

Il profumo del bosco si avvicina, la vegetazione si fa più fitta: inizia la salita sterrata. Una mulattiera lunga ma ben battuta. Il sistema capisce tutto: legge watt costanti e moderate accelerazioni dal terreno. Per tutta la salita gestirà la chiusura delle sospensioni oscillando tra ProPedal e tutto chiuso.
Se volete fare qualche metro fuori sella per alleggerire la seduta, nessun problema: richiamate l’Override e bloccate tutto.

Single track XC

La salita sfocia in un single track tipicamente cross country. Perfetto, questo è il suo pane. Ogni cambio di pendenza, ogni ostacolo, ogni accelerazione: tutto è gestito al meglio. Non dovete pensare a nulla; la vostra spinta sui pedali è costantemente bilanciata dal giusto supporto delle sospensioni. Pensate solo a pedalare sospesi su un tappeto magico, in una condizione di comfort continuo.

Discesa: dove capisci davvero

Infine la discesa: bella, lunga, tecnica, con paraboliche da Coppa del Mondo e qualche salto. Qui iniziano i problemi—i vostri. Vi rendete conto che la velocità è folle per essere in sola lycra: i riflessi fanno fatica a stare dietro ai repentini cambi di direzione e il collo non era abituato a contrastare quelle uscite centrifughe dalle curve.
La bici sta andando davvero troppo forte. Le sospensioni lavorano perfettamente e, in uscita dalle curve, quando spingete, il sistema legge l’aumento dei watt e chiude quel tanto che basta per migliorare l’accelerazione.
In discesa, questa Epic 8 con Flight Attendant è qualcosa di meravigliosamente veloce.

Conclusioni

Il giro volge al termine. Sì, la bici vi è costata cara. Ma vi ha strappato più di un sorriso, soprattutto quando il percorso è sembrato un vero XC di Coppa, con cambi di pendenza fulminei e inattesi. È un mezzo da gara, nato per quello, e la tecnologia del Flight Attendant rappresenta un vantaggio reale sull’avversario.
È anche un oggetto bellissimo che vi permetterà di godervi il giro in mountain bike con più leggerezza ed efficienza. Il brain per far funzionare bene le cose ce lo mette la bici—questa volta è un brain elettronico: preambolo del futuro?

Dove trovarlo e come allestire la tua bici

Vuoi il Flight Attendant sulla tua MTB? Nella sezione Componenti trovi la forcella con FA disponibile come aftermarket: https://ciclidrigani.it/collections/componenti
Se preferisci una bici completa, scopri le XC pronti gara: Specialized Epic 8 che lo montano di serie e le Mondraker equipaggiate FA qui: https://ciclidrigani.it/collections/bici-mtb-cross-country



Autore:
Diego Novara